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Hotel Papadopoli Venezia: intervista a Pamela Merlini tra sostenibilità e accoglienza

La General Manager dell’Hotel Papadopoli di Venezia – MGallery Collection racconta il percorso Green Key, la leadership al femminile e la sfida di guidare un hotel sostenibile nel cuore della laguna.

L’ospitalità non è fatta soltanto di camere eleganti, servizi impeccabili o location straordinarie. È il risultato di centinaia di decisioni quotidiane che gli ospiti spesso non vedono, ma che rendono ogni soggiorno un’esperienza autentica. Alcune riguardano il benessere delle persone, altre la qualità dell’accoglienza, altre ancora la responsabilità verso il territorio.

C’è un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi slogan cosa significhi davvero fare sostenibilità a Venezia. Non è una certificazione esposta all’ingresso né una tecnologia all’avanguardia. È una semplice bottiglia d’acqua in vetro. Un gesto che altrove potrebbe sembrare scontato, ma che nella città lagunare comporta una logistica complessa, dove ogni fornitura deve fare i conti con un sistema di trasporti unico al mondo.

È anche da questa consapevolezza che nasce il percorso dell’Hotel Papadopoli di Venezia – MGallery Collection, struttura del Gruppo Accor certificata Green Key, dove la sostenibilità non è un messaggio da comunicare, ma un modo di lavorare che coinvolge ogni reparto dell’hotel.

 

A guidare questo cambiamento è Pamela Merlini, General Manager della struttura, che negli anni ha costruito un percorso professionale fatto di esperienza, ascolto e leadership. In questa intervista ci racconta come nasce la sua passione per l’hôtellerie, cosa significa fare sostenibilità in una città unica come Venezia e quale sarà, secondo lei, il futuro dell’ospitalità.

«Il nostro è un mestiere che si impara sul campo»

Dietro ogni professionista c’è una storia. Quella di Pamela Merlini non nasce da un progetto scritto a tavolino, ma da un incontro che ha cambiato il corso della sua vita.

«Stavo frequentando l’Università quando un mio ex professore dell’Istituto Alberghiero, che era anche direttore di un importante hotel di lusso in Emilia-Romagna, mi propose di avvicinarmi al ricevimento d’hotel. Da lì non mi sono più fermata. Ho fatto tanta gavetta, in Italia e all’estero, con tanti sacrifici ma anche enormi soddisfazioni. Il nostro è un mestiere che si impara sul campo, giorno dopo giorno.»

È una frase che racchiude l’essenza dell’hôtellerie: un settore in cui tecnica, esperienza e relazioni umane si costruiscono vivendo ogni giorno il contatto con gli ospiti.

Leadership al femminile: crescere insieme

Essere stata selezionata tra le “20 Best Women on Stage” del Gruppo Accor rappresenta una tappa importante del suo percorso professionale. Pamela Merlini, però, preferisce leggere questo riconoscimento come un punto di partenza e non come un traguardo.

«Più che un traguardo lo considero uno dei tanti scalini del mio percorso. Accor investe molto nella crescita della leadership femminile e mi ritengo fortunata. Da donna credo che la forza stia nelle differenze: ognuno raggiunge gli obiettivi con il proprio stile. Al Papadopoli stiamo crescendo insieme.»

Una leadership costruita sulla valorizzazione delle persone e sulla convinzione che il successo di una struttura passi sempre dalla crescita del proprio team.

Green Key: quando la sostenibilità diventa cultura aziendale

Ottenere la certificazione Green Key è stato solo il primo passo. La vera sfida è stata trasformare quei principi in abitudini quotidiane, coinvolgendo ogni collaboratore dell’Hotel Papadopoli Venezia.

Farlo in una città come Venezia, però, significa affrontare difficoltà che altrove semplicemente non esistono.

«All’inizio è stato un percorso impegnativo. Venezia non offre la stessa disponibilità di prodotti che si trova a Milano o Roma e riuscire a eliminare la plastica monouso è stata una piccola impresa, sia dal punto di vista operativo sia da quello relazionale. Superare le abitudini consolidate è stato probabilmente l’ostacolo più grande.»

Oggi quella che sembrava una sfida è diventata parte della cultura aziendale.

«Dopo tre anni posso dire che tutto il team ha acquisito una sensibilità e un’attenzione davvero importanti. Prima di qualsiasi acquisto la domanda è sempre la stessa: “È green?”. Ecco, questa per me è la vera vittoria.»

Una filosofia che prende forma attraverso gesti concreti: le card in plastica sono state sostituite con tessere in bambù pressato, nelle camere gli ospiti trovano bottiglie d’acqua in vetro, i prodotti di cortesia sono distribuiti tramite dispenser ricaricabili e la raccolta differenziata è ormai parte integrante della quotidianità della struttura.

Piccoli cambiamenti che, in una città come Venezia, assumono un significato ancora più importante.

 

L’ospitalità del futuro mette al centro le persone

Le esigenze dei viaggiatori sono cambiate profondamente. Oggi chi sceglie un hotel cerca autenticità, attenzione e la sensazione di sentirsi accolto come persona.

«Oggi gli ospiti cercano un servizio personalizzato. Non bastano più i proclami o le belle fotografie: servono attenzione, cura e la capacità di far sentire ogni persona riconosciuta nella propria individualità.»

Ed è forse la riflessione successiva a raccontare meglio di ogni altra il significato dell’accoglienza.

«Nel nostro lavoro non siamo noi a viaggiare per il mondo: è il mondo che arriva da noi, con culture, esigenze e abitudini completamente diverse. Il vero padrone di casa deve saper accogliere tutto questo e intercettare anche le nuove tendenze.»

La sostenibilità è un percorso condiviso

Per Pamela Merlini la sostenibilità non può esistere senza il coinvolgimento degli ospiti.

«La vera differenza la fa la comunicazione. Quando un ospite sa di trovarsi in un hotel eco-friendly vive in modo diverso anche i piccoli gesti quotidiani, come il cambio della biancheria o l’utilizzo consapevole dell’aria condizionata. Sono queste attenzioni che, sommate, possono generare un vero cambiamento.»

Con la lucidità di chi vive quotidianamente queste dinamiche, aggiunge anche una riflessione tanto semplice quanto significativa.

«Ci sono ancora clienti che apprezzano il concetto di sostenibilità ma chiedono l’aria condizionata a marzo. Il cambiamento richiede tempo e coinvolge tutti.»

Il futuro dell’ospitalità passa dall’equilibrio

Parlando del domani, Pamela Merlini preferisce non usare la parola “rivoluzione”. Per Venezia il cambiamento ha sempre avuto il volto dell’equilibrio: tra innovazione e tradizione, tra accoglienza e tutela del territorio.

 «Nelle rivoluzioni credo poco. Venezia convive con il proprio ambiente da secoli e il nostro obiettivo è trovare un equilibrio sempre migliore. La tecnologia ci aiuterà a sensibilizzare gli ospiti, ma servirà anche un cambiamento culturale.»

Una visione che trova ispirazione anche nella cultura giapponese.

«Mi piace la filosofia giapponese secondo cui, per il bene della comunità, ciascuno dovrebbe rinunciare a una piccola parte del proprio benessere individuale. Credo che anche il futuro del turismo passi da qui.»

Lasciando l’Hotel Papadopoli Venezia si porta con sé il ricordo di un’accoglienza elegante, ma soprattutto la consapevolezza che la sostenibilità non nasce da grandi proclami. Nasce da una cultura condivisa, da un team che si pone ogni giorno la stessa domanda – “È green?” – e da una leadership che ha scelto di trasformare i piccoli gesti in una visione concreta.

È forse questa la lezione più preziosa che Pamela Merlini ci lascia: l’ospitalità del futuro non sarà semplicemente più tecnologica o più lussuosa, ma inevitabilmente più consapevole.

 

Hotel Papadopoli Venezia — MGallery Collection

 

Affacciato sugli storici Giardini Papadopoli, nel sestiere di Santa Croce, l’Hotel Papadopoli Venezia – MGallery Collection gode di una posizione particolarmente strategica: si trova a pochi minuti a piedi dalla Stazione di Venezia Santa Lucia e da Piazzale Roma, risultando ideale sia per chi arriva in treno che in auto.

Il Giardino d’Inverno, raffinato ristorante dell’hotel, è uno degli ambienti più affascinanti della struttura. Progettato dal celebre paesaggista Pietro Porcinai, si distingue per la presenza di vere piante ornamentali, che creano l’atmosfera di una serra immersa nel verde, e per le caratteristiche pareti rivestite in vero sughero, un elemento originale che contribuisce al fascino dell’ambiente. Qui gli ospiti possono gustare una cucina ispirata alla tradizione veneziana in un contesto elegante e rilassante, dove natura e architettura dialogano in perfetta armonia. 

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