Non è pigrizia, è neuroscienza. Tre preziosi consigli per liberarsi dal burnout da “superdonna” e riattivare la propria creatività.
Se fino a qualche anno fa la donna di successo era quella che faceva incastri impossibili tra carriera, famiglia, palestra e vita sociale attiva, oggi il vero status symbol è un altro: il diritto di scomparire.
Siamo passate dalla FOMO (Fear of Missing Out, la paura di perdersi qualcosa) alla JOMO (Joy of Missing Out): la gioia profonda, quasi ribelle, di dire di no e godersi il proprio tempo.
Ma per noi donne, staccare la spina è un’impresa quasi titanica. Vi siete mai chieste perché?
Cosa succede nel nostro cervello: la spiegazione scientifica
Le neuroscienze ci spiegano che il cervello femminile è biologicamente strutturato per l’iper-connessione. Abbiamo un numero maggiore di collegamenti neurali tra l’emisfero destro (quello intuitivo) e quello sinistro (quello logico). Questa straordinaria abilità ci permette di gestire mille cose contemporaneamente, ma ha un prezzo altissimo: un carico mentale costante. Il nostro cervello non si spegne mai, continua a processare informazioni e scadenze anche quando siamo a letto.
La scienza ci dice che quando non facciamo nulla, nel cervello si attiva il cosiddetto DMN (Default Mode Network), o circuito dello stato di riposo. Questo circuito non è un “vuoto”, tutt’altro: è il momento in cui la mente elabora le emozioni, fissa i ricordi e, soprattutto, accende la scintilla della creatività. Se non diamo spazio al DMN, andiamo in cortocircuito.
Quindi, quando ti siedi sul divano a guardare il soffitto, non stai perdendo tempo: stai letteralmente rigenerando le tue connessioni neurali.
Ecco i miei tre piccoli consigli per iniziare a praticare questa “neuro-rivoluzione” al femminile:
- Sdogana la “Dieta delle Notifiche”: silenziare le chat di lavoro o di gruppo dopo una certa ora non ti rende meno efficiente o meno presente. Protegge semplicemente i tuoi circuiti cerebrali dal cortisolo (l’ormone dello stress).
- Impara il “No” elegante: dire di no a un impegno non vitale non è un atto di egoismo, è un atto di salute mentale. Il tuo tempo libero non deve essere per forza “produttivo”.
- Pratica il Niksen: è il termine olandese per definire l’arte di non fare nulla. Guardare fuori dalla finestra, lasciar vagare i pensieri senza uno scopo, senza dover per forza ascoltare un podcast o leggere un libro istruttivo.
Questo mese voglio lasciarti con una piccola sfida personale: cancella un impegno non vitale dalla tua agenda di questa settimana. Sostituiscilo con il divano o con il rumore del silenzio. Perché essere una donna contemporanea e consapevole significa anche sapere quando è il momento di spegnere le luci della ribalta e accendere quelle del proprio benessere.
Fidati di me, il tuo cervello ti ringrazierà.

Lascia un commento