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MarePineta Resort compie 100 anni: un secolo di ospitalità tra storia e futuro

Tra mare, alberi, movimento e bellezza, il MarePineta Resort celebra un secolo di storia: ciò che nel 1926 apparteneva all’intuizione della villeggiatura oggi trova nuovi significati nella ricerca sul benessere. Il direttore Moris Delprete ne accompagna l’evoluzione verso il futuro, mantenendo al centro l’essenza più autentica dell’ospitalità: l’attenzione per le persone.

Cent’anni come punto di partenza

Cent’anni possono essere un traguardo oppure un punto di partenza. Al MarePineta Resort di Milano Marittima sembrano essere entrambe le cose.

Nel 2026 il resort celebra un secolo di storia, ma lo fa guardando avanti: nuovi spazi, nuove forme di ospitalità, sport, arte, ristorazione e un progetto che continua a trasformarsi senza rinunciare alla propria identità.

Del resto, basta pronunciarne il nome per ritrovare ciò da cui tutto è cominciato: mare e pineta.

Due elementi che nel 1926 rappresentavano l’essenza della villeggiatura e che, un secolo dopo, assumono un significato sorprendentemente contemporaneo. Perché proprio il rapporto tra ambiente naturale, movimento e benessere è oggi al centro di un crescente interesse scientifico.

È quasi un cortocircuito temporale: ciò che allora si cercava per intuizione — cambiare aria, stare all’aperto, camminare tra gli alberi, vivere vicino al mare, muoversi, rallentare — oggi è diventato anche materia di ricerca.

Ed è da questa coincidenza che vale la pena partire per raccontare il MarePineta dei suoi primi cent’anni. Non come una struttura che celebra ciò che è stato, ma come un luogo che continua a interrogarsi su ciò che può diventare.

L’intuizione del benessere

Sebbene il mare non sia classificabile come terapia e una passeggiata nel verde come una prescrizione medica, la ricerca contemporanea sta dedicando crescente attenzione al rapporto tra ambienti naturali, attività fisica e benessere psicofisico.

Ma il punto interessante è un altro: l’ambiente nel quale trascorriamo il nostro tempo può cambiare il modo in cui lo viviamo.

E il MarePineta possiede qualcosa che sarebbe difficile costruire artificialmente.

Una geografia del benessere che si estende ai diversi ambienti del resort: dalla grande piscina di 33 metri immersa nel verde allo Sporting Club, dal Beach Club affacciato sull’Adriatico fino agli spazi dedicati al fitness e alla Spa. Luoghi con funzioni diverse, ma legati dalla stessa possibilità di scegliere, nell’arco della giornata, quando muoversi e quando fermarsi.

La natura non è un elemento aggiunto all’esperienza: ne costituisce lo scenario originario.

Forse è proprio questo uno degli aspetti più contemporanei di un’intuizione nata cent’anni fa. Il benessere non come qualcosa da aggiungere alla vacanza, ma come conseguenza del modo in cui la si vive.

Ed è su questa identità che il MarePineta sta costruendo oggi il proprio futuro.

Il movimento entra nell’ospitalità

Una delle novità più importanti dell’anno del centenario è la nuova Club House, immersa nell’area dello Sporting Club, con 18 suite che portano il tennis direttamente dentro l’esperienza dell’ospitalità.

Il MarePineta Sporting Club rende questa vocazione particolarmente evidente: otto campi da tennis in terra rossa e tre campi da padel, immersi nel verde, ne fanno uno spazio dedicato allo sport ma anche all’incontro e alla socialità. Il tennis conserva qui un ruolo centrale, legato alla storia e all’identità del MarePineta, mentre il padel introduce un linguaggio sportivo più contemporaneo, ampliando le possibilità di vivere il Club.

E da qui un percorso costeggiato dai glicini accompagna verso il mare, quasi a ricongiungere fisicamente le due anime che attraversano l’intero resort: movimento e natura.

Si può giocare una partita, nuotare, camminare, raggiungere la spiaggia e poi fermarsi.

Riposare non significa sempre smettere di muoversi. A volte significa semplicemente ritrovare il proprio ritmo.

La Club House sembra nascere proprio intorno a questa idea: integrare movimento, socialità e ospitalità, trasformando lo sport in una parte naturale della giornata.

Seguendo idealmente questo percorso si arriva al MarePineta Beach Club, un’estensione dell’esperienza del resort direttamente sull’Adriatico: 11.000 metri quadrati di spiaggia, con 225 ombrelloni, 11 cabanas e tre gazebo, ai quali si affiancano lounge, bar e ristorante. Non soltanto, quindi, uno spazio dedicato al mare e al relax, ma un luogo da vivere durante l’intera giornata, dalla spiaggia al pranzo, fino all’aperitivo e alle serate estive.

Il lusso cambia linguaggio

Ma l’evoluzione del MarePineta passa anche dal gusto.

Accanto alle diverse proposte gastronomiche del resort e alla cucina sul mare del Beach Club trova spazio anche un’esperienza più immediata e informale: Pizza Wow by the Pool, la pizzeria a bordo piscina.

Più che una semplice alternativa gastronomica, è un piccolo segnale di come stia cambiando il linguaggio dell’ospitalità di lusso. Perché un cinque stelle contemporaneo non deve necessariamente essere formale in ogni momento della giornata: può alternare una cucina più ricercata al piacere universale di una pizza, la ritualità della tavola alla leggerezza di una serata a bordo piscina.

Il lusso contemporaneo è anche e soprattutto libertà di scelta.

Scegliere se trascorrere la mattina sui campi da tennis oppure sotto gli alberi. Se pranzare sul mare o cenare in maniera più informale. Se cercare socialità oppure silenzio.

È un lusso forse meno esibito, ma molto più personale.

L’arte come esperienza

E poi c’è l’arte.

Nell’anno del centenario, “Trame di Luce” di Gianfranco Meggiato porta la scultura contemporanea negli spazi del MarePineta, dalla Club House allo Sporting Club fino al Beach Club.

Le opere non sono confinate in una sala espositiva. Si incontrano attraversando il resort, dialogano con la vegetazione, con l’architettura e soprattutto con la luce.

Anche questa scelta segue la stessa direzione: non aggiungere semplicemente un servizio, ma offrire un’altra possibilità di esperienza.

Tennis, cucina, arte, mare, natura.

Presi singolarmente sono elementi differenti; insieme raccontano la direzione nella quale il MarePineta sta evolvendo e, soprattutto, il tentativo di dare un significato contemporaneo a un’identità costruita in cent’anni di storia.

Evolvere senza perdere l’anima

Un percorso che il direttore Moris Delprete accompagna guardando al futuro, con la consapevolezza che innovare nell’ospitalità non significa soltanto aggiungere camere, servizi o nuove esperienze, ma riuscire a farli convivere mantenendo riconoscibile l’anima di un luogo.

Perché l’evoluzione di un resort non si misura soltanto attraverso ciò che cambia.

Si misura anche attraverso ciò che riesce a conservare.

E nel caso del MarePineta questo significa soprattutto non perdere di vista le persone.

Si possono progettare nuovi spazi, immaginare nuovi servizi, introdurre tecnologie sempre più sofisticate. Ma nell’ospitalità rimane qualcosa di molto più difficile da quantificare: l’attenzione.

Ricordare una preferenza. Riconoscere una persona. Anticipare un’esigenza. Capire quando essere presenti e quando lasciare spazio.

Sono dettagli, ma spesso sono proprio i dettagli a separare un soggiorno corretto da un’esperienza che rimane nella memoria.

E in un mondo nel quale la tecnologia conosce sempre meglio le nostre abitudini, questa dimensione profondamente umana potrebbe diventare una delle forme più preziose del lusso contemporaneo.

Il futuro era già nel nome

È forse proprio qui che passato e futuro del MarePineta finiscono per incontrarsi: nella capacità di cambiare senza perdere quella cultura dell’accoglienza che ha attraversato un secolo.

Perché dopo cent’anni possono cambiare le camere, la cucina, il modo di vivere lo sport e persino la nostra idea di vacanza.

Mare e pineta, invece, sono ancora lì.

E tra tutte le novità, forse il futuro del MarePineta comincia proprio da ciò che era già presente nel suo nome.

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